Scrivi per vivere? No, vivo per scrivere.

Buonasera,

chiedo scusa per l’assenza ma sono presa dalle ricerche per il nuovo progetto.

Oggi un post che ho scritto su facebook ha accesso una discussione che mi ha fatto riflettere. Un commento, in particolare mi ha colpito: “la scrittura è creazione, non una catena di montaggio” (cit. Laura Costantini). 

Questo mi ha portato a chiedermi come mai, se in Italia vivere (nel senso mantenersi con il ricavato delle vendite dei propri libri) di scrittura è una pura utopia, la competizione, specie sui social, è così agguerrita. Come mai autori/autrici si attaccano, insultano e ostacolano in virtù in un ipotetico successo, quando, purtroppo, viviamo in un paese dove gli autori superato di gran lunga i lettori (a fronte di migliaia di libri pubblicati, solo pochi trovano la visibilità sperata); che il lavoro dello scrittore, in caso di pubblicazione con casa editrice, è uno dei più peggio pagati in Italia, tant’è che per molti non è nemmeno un lavoro; che, comunque, pubblicare con grandi casi editrici, Mondadori compresa, non ci garantisce di sfondare in questo settore ne di vedere i nostri libri diventare dei best- seller, in quanto le Big spingono gli autori che vendono già solo per il nome, e gli altri titoli servono per riempire il catalogo. Quindi…esattamente, perché lo fate?

Credete che il gioco valga veramente la candela?

Vale la pena perdere tempo, amicizie e farsi il sangue amaro per far salire il vostro libro nella top 100 di Amazon? Questo vi rende felici?

Sapete cosa mi rende felice? Scrivere solo per me stessa. Rileggere un paragrafo e capire che funziona ed è scritto bene. Essere soddisfatta di una mia storia, perché, anche se imperfetta, mi sono impegnata al massimo e in quel dato momento mi rappresenta completamente.  Guardarmi indietro, pensare a tutte le cose che ho imparato e quelle che ancora devo apprendere.

C’è stato un periodo in cui anch’io consideravo la scrittura il mio lavoro e volevo fare “carriera”. Ma questo non mi rendeva felice. A lungo andare qualcosa si è spezzato in me e stavo davvero pensando di abbandonare tutto.

Mi sono ricordata quanto mi rendesse felice scrivere all’inizio, quando pubblicare era solo un sogno, e ho voluto fare un passo indietro e tornare alle origini di questa passione che altrimenti sarebbe morta.

Perché io non scrivo per vivere, ma vivo per la scrittura.

Vi lascio il link ad un video interessante.