Rompiamo gli schemi

Purtroppo sempre più spesso parlando con colleghi e colleghe sento dire: “se non vendo vuol dire che non valgo niente come autrice”. Oppure: “non sono abbastanza commerciale”.

Perché tutto questo sconforto?

Le vendite non fanno il valore di un’autrice, ne conosco alcune veramente bravissime che, purtroppo, vengono sottovalutate dai lettori (ma non dagli addetti ai lavori). Perché alcuni libri scalano le classifiche e altri no? Dipende davvero solo dal testo e dall’autore?

Io ho cercato di dare una mia personale risposta analizzando alcuni punti, sebbene non ne esita una univoca e i fattori da esaminare sarebbero molti di più: 

1 . il genere la fa da padrona:

inutile nascondere che alcuni generi vendono più di altri, fra tutti il genere rosa (direi tutte le sfumature di rosa, anche se l’erotico è quello che spopola di più su Amazon), e il thriller. Il fantasy purtroppo, per quanto siano tantissimi gli autori e le autrici che scrivono storie di questo tipo, non è in rilievo come in passato. Perché questo è importante? Perché il genere identifica il romanzo. Saper collocare adeguatamente un libro presso una determinata fascia di pubblico (il target), molto spesso ne determina l’andamento.

2. Una scrittura codificata:

Una volta si cercava l’originalità a tutti i costi, sia nelle trame che nello stile, adesso invece si fa l’opposto: si cerca di dare ai lettori quello che loro già hanno dimostrato di apprezzare. Perché? A questa domanda non so rispondere con esattezza, ma personalmente lo imputo a una certa “pigrizia socio-culturale” che affligge il nostro paese. Abbiamo un po’ perso il gusto per scoperta, per l’innovazione, non la cerchiamo come autori non la vogliamo come lettori, in quanto le novità possono anche non piacere e allora perché comprare un libro che non riusciamo a inquadrare del tutto e potrebbe anche deluderci? Preferiamo andare a colpo sicuro.

3. Testi commerciali: 

Produrre testi commerciali non vuol dire scrivere storie di scarsa qualità, ma quelle che il lettore si aspetta. Un libro che presenta qualche particolarità di trama, avrà più difficoltà ad affermarsi, a meno che non sia spinto nella promozione da una grande casa editrice, e venderà molto meno perché  i lettori non sapranno farsi un’idea precisa di quel romanzo e c’è il rischio che, nel dubbio, molti passino oltre.

Lettori pigri, generano autori pigri ed editori allo stesso modo. E viceversa, ovviamente. Perché questo circolo vizioso che affonda le sue radici nella cultura di questi anni (figlia anche della crisi economica) è molto difficile da spezzare.

 

Cosa possiamo fare quindi? Semplice: dare fiducia. 

Lettori date fiducia agli autori che hanno idee originali, anziché cercare sempre le stesse cose.

Autori date fiducia ai lettori curiosi, perché non tutti cercano solo testi testi commerciali o di un unico genere.

Editori…qui si potrebbe aprire  un capitolo a parte, ma penso che se cambiasse la mentalità generale anche loro sarebbero più propensi a rischiare.

Solo così potremmo davvero rivoluzionare questo mondo dell’editoria.