Amazon (e tutti gli altri bookstore online) vs Wattpad: vendere o condividere la propria storia?

Oggi più che mai mi sento un’autrice “ibrida”, in bilico fra più realtà diverse. Non solo perché ho scelto di pubblicare e (spero) continuerò a farlo, sia in self su piattaforme aposite come Amazon e kobo, sia con case editrici; ma perché, parallelamente ad altri progetti, ho deciso di condividere gratuitamente le mie storie anche su Watapad. Ebbene sì, un anno e mezzo fa ho conosciuto questo “social” di scrittura e me ne sono innamorata. Io provenivo dall’editoria tradizionale, quella in cui vendere è l’imperativo categorico e determina la tua cifra come autore. Avevo bisogno di ritrovare la passione per la scrittura pura e semplice, senza l’assillo delle classifiche e della promozione, ma allo stesso tempo cercavo uno spazio in cui condividere liberamente le mie storie. Wattpad sembrava il posto ideale, quindi mi sono iscritta e ho cominciato a pubblicare la mia prima storia a puntate, Don’t let me in. Quello che è successo dopo ha dell’incredibile, non me lo spiego nemmeno oggi. Senza alcun tipo di promozione, indipensabile per chi pubblica negli store online, la mia storia ha cominciato ad essere quasi da subito letta spostaneamente, centinaia e poi migliaia di volte.

Questo è stato possibile anche grazie al passa parola, a dei meccanismi interni alla piattaforma che “premiano” le storie più lette e al sostegno di alcune autrici amiche che ho conosciuto nel corso di questa avventura e ringrazio dal profondo del cuore. Ma di fatto non so cosa ha dato il via a questa reazione a catena, se qualcosa nella storia o semplicemente fortuna. In ogni caso, i lettori si appassionavano a tal punto alle varie vicissitudini dei personaggi da votare e commettere ogni nuovo capitolo, darmi suggerimenti e perfino diventare parte integrante di un progetto editoriale in rapida crescita. Si è creata una piccola comunità, una famiglia di lettori che mi hanno fatta sentire apprezzata e gratificata come autrice, spingendomi così a continuare, finchè non ho messo la parola fine a questa storia. È stato credo uno dei periodi più divertenti e felici per quanto riguarda la scrittura.

Tuttavia la storia era tutt’altro che perfetta, a detta di molti aveva un buon potenziale ma andava approfondita e per fare ciò mi ci è voluto più di un anno.

Nel frattempo però, Gavin e lora non sono stati dimenticati dai lettori di wattpad, anche quando ho deciso di pubblicare l’ebook su Amazon, ottenendo buoni risultati, e ho sospeso la pubblicazione del seguito su quella piattaforma.

A differenza di altre storie, anche successive, pubblicate con metodi tradizionali, questa storia ha continuato a vivere per un anno e mezzo solo grazie all’affetto dei lettori. Di acqua sotto i ponti poi ne è passata, sono cambiata come autrice, ho lavorato su me stessa e finalmente sono riuscita a capire come completare e dare maggiore spessore al mio primo romace erotico. Da qui il desiderio di pubblicare una seconda versione del testo completamente rinnovato.

Se da una parte però so di dare finalmente giustizia ai miei personaggi, dall’altra le domande sono molte.

È utile, ad esempio, puntare e investire di nuovo su una storia già ampiamente sfruttata e che quindi probabilmente ha esaurito il suo potenziale di vendita? Non sarebbe meglio lasciarla solo su Wattpad a disposizione di chiunque la voglia leggere gratuitamente?

A questa domanda rispondo subito: no, perchè per apprezzare al meglio questa nuova versione è necessario un formato – libro (un ebook) che non appartiene a questa piattaforma dove le storie vengono scritte e publicate a puntate.

Tuttavia, a causa delle nuove politiche di Amazon a cui si sono adeguati, o si stanno adeguando, anche gli altri store, oggi è molto più complicato pubblicare un ebook gratuitamente, senza cadere nella pirateria o nell’auto-plagio.

Insomma, che cosa deve fare una storia nata CON i lettori e PER i lettori, per continuare ad essere letta, possibilmente in un formato agevole?

Perchè è di questo che si tratta. Molti pensano che vendere molto significhi essere letti e che questo ci renda autori di successo, ma non è esattamente così: vendiamo perché c’è qualcuno diposto a leggerci, che magari ha amato un altro nostro romanzo o gli è stato consigliato. Insomma, ci conosce già, direttamente o indirettamente, e vuole darci fiducia. Sono pochi i lettori secondo me che oggi scelgono un libro a scatola chiusa. Ed è proprio a questo che serve Wattpad, a farci conoscere. Non mediante la promozione però, bensì attraveso la CONDIVISIONE LIBERA E GRATUITA di storie create apposta per questa piattaforma e per i lettori che qui parlano e si confrontano direttamente con gli autori. È un modo per dire, ‘io sono così, questo è il mio modo di scrivere, queste sono le storie che mi piacciono, te le faccio toccare con mano e senza filtri o trucchetti’. Per quanto mi riguarda è un modo onesto di presentarsi ai lettori che con il tempo si affezionano non solo alla storia ma anche all’autore e continuano a seguirlo nei progetti successivi. È un dare e ricevere.

Io ho quindi deciso di mantenere Don’t let me in anche su su wattpad, indipendente dall’uscita del nuovo ebook, e di proseguire la pubblicazione del seguito lì.

Un autore con un suo pubblico di riferimento, grande piccolo che sia, è un autore forte che venderà sempre un po’, nel tempo.

Ma come tutto nella vita, la fiducia va conquistata ricondando che siamo accumunti dallo stesso grande amore per le storie.

4 thoughts on “Amazon (e tutti gli altri bookstore online) vs Wattpad: vendere o condividere la propria storia?

  1. Assillo di promozione e classifiche mi fa venire i brividi, mi spiace tu abbia trovato questa realtà editoriale, io per fortuna non l’ho manco sfiorata (anche perché sono refrattario a questi concetti, probabilmente ci son passato ma non mi hanno influenzato XD).

    Per come la vedo io ci sono due tipi di progetti:
    – Quelli semplici, fattibili da soli
    – Quelli più seri, che richiedono un team di professionisti (scrittore-editor-etc)

    Per i secondi opterei per una strada editoriale, per i primi va benissimo Watpadd, The Incipit et simila.

    È anche vero che io mi contraddico per primo: un mio libro è nato su una piattaforma online ed ora sta per uscire la versione integrale di quella storia + la sua naturale continuazione. Insomma, è tutto relativo a cosa noi imbrattacarte abbiamo bisogno di fare

    1. Ciao, innazzitto grazie, appena ho un attimo approvo anche tutti gli altri commenti. Volevo però rispondere a questo dicendo che sono d’accordo con te. Ci sono progetti complessi che richiedono la collaborazione, a volte molto stretta, di uno o più editor (come nel mio caso, la collana vbooks). Richiedendo un certo investimsnto di solito questi progetti sono finalizzati alla vendita del libro. Trovo molto utile e divertente però, affiancarvi anche storia e che non hanno la stessa finalità ma servono agli autori per “allenarsi” e scrivere senza troppe costruzioni, ai lettori per capire che se i libri di quell’autore fanno per lui. Insomma, le piattaforme come wattpad, the incipit e altre (magari scriverò un articolo dedicato) sono degli spazi in cui autori e lettori possono confrontarsi direttamente, interagire e perché no, stringere anche belle amicizie. Trovo questi scambi molto istruttivi e utili, anche in caso di pareri negativi, perché alla fine sono i lettori i nostri veri giudici.

      1. Non c’è fretta per i commenti 😉 più che altro io non vedo la vendita come una cosa negativa… Fosse solo che se vuoi fare lo scrittore devi potertelo permettere: in un mondo ideale vivi di scrittura e fai quello “per scrivere” e non per soldi. È come il pugile professionista, non lo fa per soldi, ma guadagnandoci lo fa di lavoro 8 ore al giorno!

      2. Certo ma nemmeno io la vedo negativamente, solo che non penso che una cosa escludi l’altra. Mi piace indirizzare alcuni progetti alla vendita altri alla convisione. Ad uno ho fatto fare un percorso simile a quello di cui parlavi tu.

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