Saper “raccontare” una storia non è così scontato.

Per scrivere un romanzo bisogna saper raccontare una storia (sembra una frase banale ma ahimè, non è così). Cosa vuol dire?

Semplicemente, che non basta avere un’ottima idea per costruire un buon romanzo, bisogna anche saperla raccontare, ovvero veicolarla al pubblico attraverso l’intreccio di una serie di avvenimenti (la trama) che riguarderanno i nostri protagonisti e di cui lettore si sentirà così partecipe da avere  l’impressione di essere lì, accanto a loro, spettatore privilegiato di ciò che sta accedendo.

In pratica, la narrazione pone l’accento su due degli ingredienti fondamentali per un buon romanzo, il contenuto (l’idea e il tema) e la forma (la trama e il modo in cui essa viene esposta, ossia l’intreccio), che sono interdipendenti. Non ci può essere l’uno senza l’altro. Non basta un’idea sensazionale per scrivere un best seller, così come non è sufficiente un ottimo stile per coinvolgere il lettore in una storia che fa acqua da tutte le parti.

Sembrano tutte ovvietà queste, ma durante il mio percorso come autrice mi sono resa conto di quanto sia facile confondersi e pensare che basti avere qualcosa da dire, un messaggio da comunicare, per scrivere un romanzo significativo o che, un naturale talento letterario, ovvero una predisposizione per la lingua scritta, possa rendere questa passione un mestiere.

Non è così. Servono entrambi, certo, idee e talento, ma da soli non bastano a tracciare un sentiero che i lettori possano percorrere insieme a noi.

Per molti anni sono stata alla continua ricerca dell’idea geniale. Ma quando alla fine è arrivata non avevo ancora acquisito le competenze e gli strumenti necessari per estrapolarne tutto il potenziale e sviscerare al massimo la storia. Il risultato è stato una (parziale) delusione.

Con il tempo poi, ho capito che il compito dello scrittore non è quello di andare a caccia di idee (più ci proverete più quelle vi sfuggiranno) ma di saperle riconoscerle ed essere pronti a coglierle quando capitano. Potreste avere anche l’idea del secolo stasera, ma se non saprete come svilupparla e renderla al meglio sarà solo tempo sprecato.

Se invece vi appunterete quell’idea su un block notes, vi prenderete del tempo per leggere (con occhio critico) altri libri dello stesso genere e magari anche qualche manuale di scrittura creativa, che non fa mai male, chiederete consiglio a qualcuno che ritenete esperto; quando riaprirete il block notes dove avete conservato quel baccello di storia, vi renderete conto che siete pronti per farlo germogliare e crescere in un terreno ricco delle vostre nuove conoscenze.

Per scrivere un romanzo secondo me ci vuole tutto questo: un’idea forte, una predisposizione innata per la lingua scritta, per lo studio e la lettura e, infine, un bagaglio di conoscenze e competenze e la volontà di accrescerlo in continuazione.

Perchè, alla fine, di storie da raccontare ce ne sono un’infinità. Sono ovunque intorno a noi. Ma solo pochi possiedono tutti gli ingredienti necessari per trasformale in veri romanzi.