La strada per le stelle

Fino a una decina di anni fa c’era un solo modo per pubblicare e sperare di arrivare in libreria: proporre il proprio testo a una casa editrice. Erano loro i selezionatori, loro i garanti della qualità, loro che determinavano le mode e le tendenze di mercato. I lettori, certo, dicevano la propria, ma fino all’avvento del self con la prima piattaforma di auto-pubblicazione (Narcisus) era davvero difficile entrate in questo meccanismo, specie ad alti livelli, appannaggio per lo più di autori già affermati. Che strada potevi seguire tu, aspirante autore con un romanzo nel cassetto, per coronare il tuo sogno di essere pubblicato? Semplicemente, la gavetta. Ti rimboccavi le maniche, scrivevi, leggevi, correggevi, rileggevi e riscrivevi finché non ti sembrava che il tuo romanzo fosse perfetto. Proponevi il tuo testo così curato a più di un editore e, se ti andava bene, dopo mesi di attesa, ricevevi l’agognata proposta di pubblicazione. Compito dell’editoore che sceglieva il tuo libro era rivoltarlo di nuovo da cima a fondo in fase di editing o, ne casi peggiori, lo pubblicava così, con tutti gli errori che ti erano sfuggiti in prima stesura. In entrambi in casi imparavi la prima lezione: l’importanza dell’editing. E quindi ricominciavi a scrivere un po’ più consapevole di ciò che stavi facendo ma ancora abbastanza ingenuo da incappare in qualche altra fregatura. Ognuna di esse era una cocente delusione, ma anche un’occasione per imparare. Tutte queste piccole e grandi esperienze servivano sia da filtro che da palestra per poter arrivare, dopo anni, alla pubblicazione “seria”.
Ma a quel punto qualcuno aveva già inventato il self-publishing, aprendo così una nuova strada per le stelle, più veloce e immediata anche se non meno ardua.
Così ahimè, hai dovuto ricominciare da capo. I nuovi giudici, i lettori, che da quel momento hanno cominciato a influenzare e determinare il mercato, imponendo i propri gusti, le proprie scelte anche alle case editrici, si sono rivelati severi e implacabili non solo nel giudicare le storie ma anche gli autori che da questo momemto non hanno più potuto nascondersi dietro un nome o un marchio.

Così, se le case editrici ponevano una barriera, come un vetro, fra autore e lettori, rendendo il primo quasi un’entità fumosa, inarrivabile, un nome su una copertina; il self ha aperto un canale diretto fra queste due figure prima agli antipodi, ora sempre più interdipendenti.

Perciò l’autore self, che non ha più bisogno dell’intermediazione della case editrici per pubblicare o per intrattenere i rapporti con il pubblico, si è trasformato, oggi, in un autore – personaggio. Ovvero, non solo è in grado di creare delle storie alle quali i lettori si appassionano e di cui si sentono partecipi, grazie anche alla presenza sui social e nelle comunity, ma si sono creati un’immagine che è essa stessa un personaggio, più o meno reale. Da fautori, registi, delle proprie opere, si può dire che ne siano diventati anche attori.

È in questa direzione che secondo me sta andando il mondo dell’editoria. Sempre più autori, anche con una carriera autorevole alle spalle, scendono in campo, si mettono in gioco e fanno un po’ da casa editrice per loro conto. Perché? Perché ne l’editoria tradizionale ne il self puro e semplice ora come riescono a rispondere alle loro esigenze, perciò mettendosi in proprio, magari con un logo che li identifichi, si creano una propria dimensione a metà strada fra queste due realtà.

il mondo dell’editoria si sta disgregando, o meglio, sta mutando, non so in che modo, ma una cosa è certa, ora come ora come ora gli autori più forti sono quelli con un’identità e un pubblico di lettori ben definiti.
Che usiate uno pseudonimo o vi presentiate così come siete nella vita, se volete sopravvivere a quella che si sta sempre più delineando come una rivoluzione editoriale, curate la qualità dei vostri testi e la vostra immagine, se potete, affidandovi a un professionista. Fate con lui un lavoro di branding.
Tenete ben a mente il messaggio che volete trasmettere con i vostri libri al lettore e fatelo nella maniera più diretta e chiara possibile.
Createvi la vostra strada per le stelle perché, questo è sicuro, nessuno lo potrà fare meglio di voi.

Il mondo dell’editoria sta cambiando rapidamente, si sta creando un vuoto che ne le case editrici ne il self riescono a colmare. Sempre più autori quindi si auto-affermano, pubblicando da soli o in piccoli gruppi, vere e proprie associazioni di autori indie (più o meno ufficiali) mediate le piattaforme self ma operando sulla propria immagine un lavoro di branding, con le nascita di loghi, che sarebbe tipico delle case editrici. Ecco quindi chi secondo me sta colmando il vuoto che l’avvento del self è l’impossibilità delle ce di starvi al passo hanno creato: l’autore stesso.

3 thoughts on “La strada per le stelle

  1. Interessante articolo.
    Occhio ai refusi, però! Ne diminuiscono la leggibilità…

      1. Refusi corretti. Chiedo scusa, non mi ero accorta fossero così tanti perché ho scritto questo articolo con l’app cel smartphone, e poi non l’ho ricontrollato al pc. Mi servirà come lezione per il futuro. Grazie Gino per avermeli fatto notare 🙂

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