Rispettare il tempo della storia.

Oggi ultimo giorno di lavoro. Mi aspetta un periodo di risposo prima di ricominciare e…direi che capita proprio a proposito perché devo fare un grosso intervento sul libro che sto scrivendo. Mi sono accorta che ho inserito nel primo atto delle scene che invece andavano collocate all’inizio del secondo, accelerando così il tempo della storia.

Apriamo una parentesi:

Quando parlo di divisione in atti mi riferisco alla struttura stessa della storia, o meglio a un metodo utilizzato da tantissimi autori e sceneggiatori che consiste nel dividere il testo prima in tre atti, come per dire tre grandi contenitori, poi in sequenze e in scene. Una scena non è altro che l’unità  base della nostra storia, es: Carlo che va a fare la spesa. Presuppone uno o più personaggi che agiscono/interagiscono nello stesso ambiente in un determinato lasso di tempo. Le sequenze sono un’insieme di scene concatenate che di solito culminano in un climax, il punto di massima tensione, e che può coincidere con un puto focale della storia, ad esempio la fine del primo atto oppure il middlepoint (il punto centrale), o ancora la fine del secondo atto e così via. Questi nodi, o punti focali, costituiscono dei passaggi obbligati per noi…ma approfondirò questo argomento in un altro articolo.

Ho voluto parlarvi della struttura in tre atti per spiegare un altro concetto, ovvero il tempo della storia. Per intenderci è quello reale che vivono i personaggi, ma anche il tempo che occorre loro per “maturare”, come personaggi convincenti intendo. Anticipare delle scene che sarebbero proprie del secondo atto nel primo, vuol dire accorciare il tempo della storia, non solo quello effettivo, ma anche quello che occorre ai personaggi per conoscersi e avvicinarsi e ai lettori per affezionarsi a essi, con il risultato di protagonisti non realistici che faticheranno ad entrare nel cuore dei lettori.

Se darete il tempo ai vostri personaggi di svilupparsi e ai lettori di imparare ad amarli, troverete anche il giusto ritmo della narrazione. 

E non abbiate paura di fermarvi, tornare indietro e riscrivere. Il vostro libro non potrà che giovarne, basta che non diventi un vizio 😉