Speed Date letterari: cosa sono?

Un giorno stavo bazzicando su facebook, quando ho intercettato l’annuncio sponsorizzato di una nota casa editrice, per una serie di eventi che si sarebbero tenuti il 9 e il 10 marzo a Tempo di Libri: gli speed date letterari.

Di cosa si tratta?

Sono degli incontri che editor e talent scout di note case editrici organizzano in occasione di particolari eventi letterari, come ad esempio le fiere del libro.

Tu, autore con un manoscritto nel cassetto, hai 5 minuti per esporre la tua idea e convincere le persone di fronte a te, professionisti e/o mostri sacri del mondo dell’editoria, che la tua idea vale la pena di essere approfondita.

Questa tecnica si chiama “pitch” e consiste nel saper raccontare un libro in pochi minuti.

Immaginate di trovarvi (casualmente) in un ascensore a fianco dell’editor di una grandissima casa editrice. Voi sapete chi è, lui no. Non sa nemmeno che avete scritto un libro. Cosa fate? Non vorrete mica perdere quell’occasione!

Scegliete di tentare il tutto per tutto e ricorrete al pitch per impressionare quella persona. Quando si apriranno le porte lui/lei potrebbe:

a) schizzare fuori lamentosi di non poter nemmeno prendere l’ascensore in pace senza che qualche autore lo importuni.

b) Scrivervi velocemente la sua email (diretta!) su un pezzo di carta e invitarvi ad inviare il vostro manoscritto. In questo caso… ding, ding ding BINGO!

Avrete centrato il vostro obbiettivo e potrete sperare di iniziare un percorso verso la pubblicazione con quella ce.

Qualche consiglio per un pitch efficace.

Cosa non fare:

non raccontate la trama del vostro libro, anzi, menzionatela il meno possibile, fornendo solo le informazioni essenziali. Non c’è niente di più noioso di qualcuno che ti racconta a voce una storia. In più, se raggiungerete il vostro obbiettivo, saranno loro a chiedervi tutto il materiale compresa una sinossi dettagliata.

Cosa fare:

rispondente a queste domande

  • Che cos’ha di speciale questo libro?
  • Quali sono le sue potenzialità e i punti di forza?
  • Perché dovrebbero scegliere il vostro libro e non quello di un’altro autore?

Facciamo un esempio pratico:

riporto il pitch che avevo ideato per lo speed date con quella nota casa editrice di cui parlavo all’inizio.

“Buongiorno, grazie per questa opportunità. Mi chiamo Valentina, ho 27 anni e sono un’autrice di Parma.

Come molti aspiranti scrittori ho una storia nel cassetto ma non sono qui per raccontarvi di cosa parla, questo lo troverete scritto nella sinossi. Vorrei invece rispondere fin da subito a una domanda secondo me fondamentale: perché dovreste pubblicare il mio libro rispetto a quello di un altro autore di talento? I motivi sono tre: il tema, l’ambientazione e i personaggi…

e poi ho spiegato sinteticamente i tre punti.

Con me questo discorso ha funzionato. Spero possa essere utile anche a voi.

Se vi capita l’occasione di partecipare a uno di questi eventi durante una fiera del libro, vi consiglio di tentare, anche solo come esercizio. E’ un’esperienza unica non solo perché si ha la possibilità di confrontarsi faccia a faccia con dei professionisti dell’editoria, ma anche perchè mentre sei in fila che aspetti il tuo turno, puoi fare in incontri davvero piacevoli.

Vi lascio anche il link di questo interessante video di Stefania Crepaldi:

https://www.youtube.com/watch?v=6jMWRO-idFE

In bocca al lupo!

Valentina.

4 thoughts on “Speed Date letterari: cosa sono?

  1. Concordo a pieno ed estremizzo rimanendo fedele ai miei haiku: tento sempre di fare in modo che il primo attacco sia già un colpo di grazia, una frase di un respiro (il tempo di un haiku) fa già un buon 90%, il resto sarà lo scouter che fa domande incuriosito dal primo colpo.

    E ovviamente niente trama del libro, solo un accenno al suo succo!

    1. Giusto! Io sono arrivata li davanti già sapendo cosa volevano gli dicessi: come mai avrebbero dovuto prendere in considerazione il mio libro. Qual era il quid che distingueva da tutti gli altri. Sono andata a colpo sicuro e ho avuto il piacere di vederli interessati anche se ho specificato fin da subito che si tratta di un romanzo di fase di stesura, non completo. Quindi anche se ho passato (miracolosamente) la prima selezione, so che non andrò avanti. Ma è stata un’esperienza piacevole e utilissima.

      1. Non andrai avanti nell’immediato forse, ma intanto han detto “Va che figa lei”. Non è assolutamente cosa da poco

      2. ahaha grazie, lo spero. Vorrei che fosse un percorso a portarmi a quel punto. Non un unico libro ma un percorso di crescita che mi permetta di acquisire conoscenze e competenze in grado di farmi mantenere quel livello e accrescerlo. Altrimenti sarebbe tutto inutile. E’ chiaro che ho ancora tanto lavoro da fare, ma io continuo a studiare per raggiungere il mio obbiettivo. So di avere quel pizzico di talento che ci vuole per fare questo lavoro. Se alla fine ci riuscirò davvero dipenderà dal mio impegno.

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